
di Patrick Stox
SEO tecnica in Ahrefs
Esistono quindi diverse tipologie di migrazione, ma i passaggi principali che riguardano la pianificazione e l’identificazione di eventuali problematiche sono simili. Le migrazioni possono essere particolarmente complesse, in quanto spesso coinvolgono diverse risorse (tecniche e umane). Non farti prendere dal panico se qualcosa va storto; c’è una soluzione quasi per tutto.
In questa guida parleremo di:
Per prepararti alla migrazione del sito, devi sapere quali cambiamenti dovranno essere effettuati e chi dovrà essere coinvolto. In altre parole, hai bisogno di un piano strategico e di tracciare tutte le parti del progetto. Devi sapere chi saranno le persone coinvolte, i ruoli, le scadenze e avere un processo che ti permetta di tracciare tutto questo. Un project manager e un tool di project management, in questo caso, possono davvero essere utili. Se provi a fare tutto solamente utilizzando le email e Slack, rischierai di perdere il controllo in poco tempo.
Dovresti avere anche un piano di rollback, nel caso in cui le cose vadano male. Dovresti sempre avere un piano di emergenza che ti consenta di tornare alla situazione iniziale (prima della migrazione), anche se pianifichi di utilizzarlo solo in caso di estrema necessità.
Un’altro fattore che dovrai controllare per valutare l’impatto di ogni intervento, è l’accesso a GSC (Google Search Console) e Analytics sia per il vecchio che per il nuovo sito (puoi creare una vista combinata se hai bisogno di vedere entrambi). Alcuni cambiamenti potrebbero richiedere settimane o addirittura mesi prima di rilasciare i loro effetti, mentre altri potrebbero addirittura passare inosservati. Ad esempio, se stai migrando un sito di medie dimensioni verso un nuovo dominio, qualche settimana di assestamento è del tutto normale. Se stai invece effettuando un’integrazione ad un sito esistente, potresti non vedere alcuna variazione di traffico.
Per rendere efficace la migrazione, dovresti anche svolgere alcune attività propedeutiche. Ti suggerisco alcuni step:
I precisi step da compiere durante la migrazione di un sito dipendono dagli URL, se questi rimarranno identici oppure se dovranno cambiare. Di seguito analizzeremo entrambi gli scenari:
Questa è la strategia più semplice che puoi adottare—almeno a livello SEO—dato che ci saranno meno cambiamenti. La migrazione potrebbe comunque essere complessa, ma molti dei passaggi tipici di questa fattispecie sono di solito a carico dell’infrastruttura/DevOps o degli sviluppatori, e non dei SEO.
Questa tipologia di migrazione include:
Se stai utilizzando un sito di sviluppo o di staging, meglio richiedere l’accesso, in modo da verificare la presenza di eventuali errori prima di andare live.
In un caso come questo, devi prestare attenzione a ogni cambiamento apportato al sito, inclusi:
Utilizza la funzione di confronto che trovi nel Site Audit per verificare la presenza di cambiamenti rispetto all’ultima scansione:

Esistono altre casistiche che potrebbero creare problemi significativi.

Queste migrazioni sono solitamente più complesse, fatta eccezione per la migrazione da HTTP a HTTPS—che è diventata piuttosto semplice da eseguire.
Questa tipologia di migrazione include:
Non mi preoccuperei di fattori come le catene di redirect sul percorso di root o dell’aggiornamento dei link in entrata verso il sito. Sistemare le catene di redirect e i link in entrata non fornirà nessun beneficio, in quanto i segnali verranno comunque consolidati dai redirect.
Ecco un piccolo consiglio per chi utilizza il Site Audit: se cambi il campo relativo al dominio all’interno del tuo progetto, la successiva scansione verrà effettuata sul nuovo dominio permettendoti così di confrontarla alla scansione effettuata sul vecchio dominio.
Dovresti vedere i cambiamenti il prima possibile, quindi se hai a disposizione un sito di sviluppo o di staging dovresti eseguire una scansione per assicurarti che sia tutto okay prima di implementare le modifiche al sito e andare live. Ricorda che, se il protocollo HTTPS era disponibile sul vecchio sito, alla scadenza del certificato, i bot saranno in grado di proseguire, ma gli utenti riceveranno un messaggio di errore e non verranno reindirizzati. Esistono alcuni certificati multi-dominio che possono aiutare a prevenire questo problema.
Se noti un calo di traffico, sarà probabilmente correlato ai redirect, o a qualcosa che non può essere scansionato, o qualche pagina in noindex, o a cambiamenti che hanno modificato o rimosso contenuti, oppure a cambiamenti ai link interni o comunque a fattori correlati alla parte più tecnica della SEO.
Nota a margine
Esistono diversi modi in cui puoi tener traccia del progresso della migrazione e assicurarti che tutto stia andando nel verso giusto.
Ci sono diverse opzioni per analizzare i cambiamenti. Come già detto prima, puoi cambiare l’ambito della scansione all’interno del Site Audit per ottenere un confronto e comprendere cosa è cambiato. Quello che devi cercare, sono i cambiamenti correlati ad elementi come:
Precedentemente, abbiamo creato una lista contenente le migliori pagine del tuo sito. Queste pagine sono quelle prioritarie. Vale la pena scansionare quella lista all’interno del Site Audit per assicurarsi che i redirect siano correttamente impostati e che non ci siano stati cambiamenti significativi. Se crei un progetto separato per quella lista di pagine in anticipo, puoi fare un confronto fra le varie scansioni per vedere in maniera più rapida gli eventuali cambiamenti.
Puoi ottenere metriche come il traffico della pagina, quello delle parole chiave e la cronologia dei cambiamenti attraverso i report Top Pages e Organic Keywords all’interno del Site Explorer 2.0. In questo modo sarà semplice confrontare i dati se il dominio rimane invariato ma, qualora dovesse cambiare, potrebbe essere una buona idea esportare i dati su Excel o Google Sheets in modo da avere una vista combinata per diversi periodi e per comprendere i lassi temporali dove si sono verificate eventuali perdite di traffico.

Puoi anche utilizzare il nostro crawler per assicurarti che i tuoi redirect stiano funzionando correttamente e che i link siano redirezionati correttamente.
Ecco il modo più semplice per farlo:
Questo dovrebbe mostrarti le pagine che ricevono link e che vengono scansionati come errori 404 dal nostro crawler. Se ne trovi, dovresti reindirizzarle correttamente.

Google Search Console offre numerosi dati che possono aiutarti nella tua migrazione di un sito web. Ad esempio, puoi identificare eventuali problemi relativi alla canonizzazione utilizzando lo strumento “Controllo URL”. Basta inserire un URL e Google ti restituirà la versione canonica che ha scelto.

Oltre a questo, puoi esportare i dati presenti su GSC e creare una vista combinata del traffico in Excel o Data Studio per analizzare più a fondo la migrazione. Potrebbe essere una buona idea anche quella di creare una vista combinata dei dati relativi a pagine o parole chiave in modo da identificare eventuali problematiche che hanno portato a perdite di traffico.
Il report “Copertura dell’indice” ti aiuta a vedere in che modo le tue pagine vengono indicizzate. Se hai caricato sia la nuova che la vecchia sitemap, puoi analizzare i cambiamenti a livello di indicizzazione per verificare la presenza di eventuali problemi. Attraverso il caricamento delle sitemap, puoi infatti analizzare il report di copertura specifico delle pagine contenute in quelle sitemap.

Se vuoi vedere una panoramica dell’attività di scansione di Google e i relativi problemi identificati, il report “Statistiche di Scansione” all’interno di Search Console è la soluzione perfetta. Al suo interno ci sono vari report che ti aiutano ad identificare cambiamenti nei comportamenti del crawler, problematiche di scansione e che ti forniscono informazioni approfondite sul modo in cui Google scansiona il tuo sito.
Una cosa su cui dovresti porre sicuramente l’attenzione sono le risposte alle scansioni come quelle riportate di seguito:

È anche presente una colonna che indica la data dell’ultima scansione:

Se non hai scansionato il sito prima della migrazione per ottenere dei dati di riferimento, e ora hai bisogno di analizzare le differenze fra il vecchio e il nuovo, prova a cercare su archive.org per vedere se è presente una copia di alcune pagine. Solitamente puoi anche accedere a una copia del file robots.txt che potrebbe esserti utile per scovare errori o blocchi accidentali avvenuti durante la migrazione.
Se non hai accesso a Google Search Console per il sito in questione, puoi comunque verificare la canonizzazione incollando l’URL all'interno di Google. Solitamente, la prima pagina che viene restituita è la versione canonica.

In ogni caso, anche senza GSC, molte altre problematiche legate alla scansione possono essere controllate guardando all’interno dei file di log.
Vorrei ricordarti che, delle volte, l'operatore di ricerca “site:” confonde le nostre idee. Se utilizzi l’operatore “site:” stai chiedendo a Google cosa già conosce di un sito web. Se l’operatore restituisce alcune pagine, questo non dà indicazioni sul come quelle pagine siano indicizzate o che ci siano problemi con la loro migrazione. Mi è capitato molte volte di vedere qualcuno bloccare la scansione di un vecchio sito per non far indicizzare le pagine—questo causa problemi.
Alcuni problemi potrebbero presentarsi dopo molto tempo, a seguito della migrazione.
Migrare un sito non è un compito semplice, e se tutto è andato per il verso giusto dovresti esserne felice. Dato che questa non sarà probabilmente la tua prima e ultima migrazione, ti consiglio di organizzare un incontro con tutte le risorse coinvolte nel processo per comprendere cosa è andato bene, cosa male e cosa cambieresti se dovessi farlo nuovamente.
Domande? Scrivimi su Twitter.

Patrick Stox è Product Advisor, Technical SEO e Brand Ambassador presso Ahrefs. È stato l'autore principale del capitolo sulla SEO del Web Almanac 2021 e revisore del capitolo sulla SEO del 2022. È stato anche co-redattore del libro della SEO per principianti di Ahrefs ed è stato Technical Review Editor per The Art of SEO 4th Edition. È un organizzatore del Triangle SEO Meetup, della conferenza Tech SEO Connect, gestisce un gruppo Slack di SEO tecnica ed è moderatore di /r/TechSEO su Reddit.