
di Si Quan Ong
SEO & Marketing Educator at Ahrefs
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Un contenuto che è almeno dieci volte migliore di quello attualmente posizionato primo per la parola chiave obiettivo.
Uno status code HTTP che indica che il server ha avuto successo nel richiedere accesso ad una pagina o risorsa.
Un redirect che porta gli utenti verso una nuova URL comunicando che la pagina è stata spostata permanentemente.
Un redirect che porta gli utenti verso una nuova URL comunicando che la pagina è stata spostata temporaneamente.
Uno status code HTTP che funge da redirect implicito verso una risorsa in cache.
Uno status code HTTP che indica che il server non è riuscito a trovare la pagina o la risorsa desiderata.
Uno status code HTTP che indica che la risorsa richiesta non è più disponibile sul server e non è presente un reindirizzamento.
Un framework HTML open-source per creare versioni leggere delle pagine che si caricano velocemente da mobile.
Il web crawler che alimenti l’indice di backlink e i tool SEO di Ahrefs.
Un set di regole utilizzato da Google per posizionare i risultati pertinenti quando un utente conduce una ricerca.
Lista di regole utilizzata dai motori di ricerca per posizionare risultati pertinenti alla query cercata dall’utente.
Un algoritmo adottato da Google nel 2003 per identificare le pagine web più autorevoli da posizionare.
Testo descrittivo che appare quando un’immagine fallisce nel caricarsi.
L’analisi dei comportamenti dei crawler dei motori di ricerca all’interno dei log del server al fine di scoprire opportunità per migliorare la propria SEO.
La porzione di testo cliccabile di un link da una pagina web verso un’altra.
Una tecnica di “scrittura” degli articoli spam che trasforma un articolo in molteplici “nuovi” articoli.
Quando un sito ripubblica un contenuto apparso originariamente su di un altro sito web.
Annunci interattivi a schermo interno che coprono l’interfaccia del sito o dell’app.
Il processo che consiste nel valutare e stimare il tuo sito web per vedere come questo performa nei motori di ricerca.
I suggerimenti di ricerca forniti da Google quando si effettua una ricerca.
Una metrica fornita dai tool SEO che fornisce una misura della forza relativa di un sito. (La nostra è il Domain Rating).
Un attributo che mostra che i link sono pubblicità, a pagamento, sponsorizzazioni o affiliate.
Un attributo per i link che mostra che si tratta di un qualcosa di generato dagli utenti (dall’inglese user-generated content, UGC)
Ammonizione o rimozione di un sito/pagina web da parte di Google verso siti che violano le linee guida per i webmaster.
Link provenienti da pagine di un altro sito.
Un servizio gratuito di Microsoft che aiuta a monitorare e risolvere problemi legati alla comparsa del sito web nei risultati di ricerca Bing.
Il web crawler dietro il motore di ricerca Bing.
Link interni che offrono agli utenti (e ai motori di ricerca) un percorso preciso a ritroso all’interno del tuo sito.
Quando un singolo sito prova in maniera non intenzionale a intercettare la stessa parola chiave con più articoli o pagine.
Qualsiasi menzione del nome, indirizzo o numero di telefono (NAP, dall’inglese name, address, phone) della tua attività.
Quando un sito è menzionato da altri due siti.
Contenuti che appaiono in più di un posto sul web.
Contenuto generato automaticamente tramite codici o programmi.
Le pagine o gli articoli più importanti presenti sul tuo sito.
Contenuti che non diventano obsoleti.
Contenuti che i visitatori possono visualizzare solo dopo aver fornito le proprie informazioni di contatto.
Contenuti creati da software che teoricamente sono a livello di quelli che può scrivere un essere umano.
La versione di una pagina così come appariva l’ultima volta che è stata visitata da Google.
Collezione di contenuti linkati fra di loro che trattano un argomento simile.
Quando delle parole chiave appaiono insieme su pagine che trattano una particolare tematica.
Una rete di server distribuita globalmente che rende più veloce l’accesso del tuo sito da parte degli utenti.
Metriche che fanno parte dei segnali relativi all’Esperienza sulle Pagine di Google utilizzate per misurare la user experience.
Quanto velocemente e quante pagine un motore di ricerca vuole scansionare sul tuo sito.
Dei bot che i motori di ricerca utilizzano per scoprire pagine sul web.
Un modo standard di fornire informazioni riguardo una determinata pagina.
La forza relativa all’autorità di un sito in base al suo profilo backlink.
Il tempo che passa da quando un utente clicca su un risultato di ricerca al click per tornare indietro sulla SERP.
Risultati di ricerca non tradizionali che forniscono informazioni direttamente all’interno della SERP in modo che gli utenti non debbano cliccare.
La percentuale di visitatori che non intraprende una seconda azione dopo essere atterrati su di un sito.
Servizio gratuito di Google per monitorare le modifiche sui contenuti presenti nel web alla ricerca di una specifica query.
Servizio gratuito di Google per tracciare e monitorare il traffico di un sito web.
Quando un sito web viene posizionato in alto su Google per parole chiave non pertinenti o irrilevanti a seguito dell’impiego di tattiche SEO Black Hat.
Profilo azienda gratuito offerto da Google che appare nelle mappe e nei risultati delle ricerche condotte sul web.
Un’indice di ricerca introdotto da Google nel 2010 che permette loro di indicizzare più contenuti e offrire risultati di ricerca più freschi.
Un termine slang utilizzato per descrivere la volatilità di un nuovo sito o pagina che si verifica quando Google sta cercando di determinare dove dovrebbe essere posizionato.
Aggiornamento dell’algoritmo rilasciato da Google nel 2013 e che ha lo scopo di fornire risultati di ricerca migliori. Enfatizza il significato delle query di ricerca rispetto alle singole parole chiave.
Servizio gratuito di Google che consente alle aziende di creare, gestire e ottimizzare il profilo aziendale Google Business.
Un aggiornamento dell'algoritmo rilasciato nel 2011 da Google e che premia i siti di alta qualità penalizzando invece quelli di bassa qualità all’interno dei risultati di ricerca.
Un aggiornamento dell'algoritmo rilasciato nel 2012 da Google atto a degradare i siti che partecipano a schemi di link manipolativi e keyword stuffing.
Un aggiornamento dell'algoritmo rilasciato nel 2013 da Google per migliorare i risultati di ricerca delle query locali.
Un servizio gratuito di Google che ti aiuta a monitorare e identificare i problemi legati al tuo sito e presenti nei risultati di ricerca.
Un aggiornamento dell'algoritmo rilasciato nel 2012 da Google per degradare le pagine con un numero eccessivo di annunci nella parte superiore.
Il vecchio nome di Google Search Console.
Il web crawler che alimenta il motore di ricerca Google.
La creazione di contenuti per un altro sito.
Infografica creata da te ma pubblicata su altri siti web.
Un attributo HTML utilizzato per notificare a Google versioni alternative di una pagina destinate ad altre lingue o zone.
Versione cifrata di HTTP che protegge le comunicazioni fra il tuo browser e il server in modo che queste non possano essere intercettate e modificate da potenziali hacker.
L’abilità dei motori di ricerca di analizzare e salvare una pagina web all’interno del proprio database.
Il cambio effettuato da Google che fa in modo che questo utilizzi la versione mobile di un contenuto per deciderne indicizzazione e posizionamento.
La motivazione che si cela dietro una ricerca.
Best practices di Google per aiutarli a trovare, indicizzare e posizionare il tuo sito web.
Una parte della technical SEO che cerca di rendere i siti particolarmente dipendenti da JavaScript SEO friendly.
Percentuale del totale delle parole su di una pagine che rappresentano una parola chiave o frase specifica.
Una metrica utilizzata dai tool SEO per stimare la difficoltà di posizionamento per una determinata parola chiave.
Il processo che consiste nel ridurre una parola alla sua versione ‘base’ o ‘radice’ (es. Fioraio, fioreria -> fiore).
La ripetizione della stessa parola chiave (o frasi simili) all’interno del contenuto per cercare di manipolarne il posizionamento.
Database delle entità e le rispettive relazioni.
Una SERP feature che fornisce informazioni riguardo il soggetto principale della ricerca.
Una feature della SERP che risponde a domande correlate alla query cercata dall’utente.
Un backlink che hai pagato per avere.
Contenuti specificamente formulati per attrarre link.
Il processo che consiste nel fare in modo che altri siti si colleghino alle pagine del tuo sito.
Link che puntano al tuo sito (che non hai richiesto o pagato).
Link dal tuo sito verso un altro.
L’”autorevolezza” passata quando una pagina linka ad un’altra.
Gruppo di siti web creati per linkarsi l’un l’altro al fine di migliorare il posizionamento nei motori di ricerca.
Link che trasferisce PageRank. AKA link “dofollow”.
I link in entrata da un altro sito verso il tuo.
Link da una pagina ad un’altra sullo stesso sito.
I link che puntano ad una pagina non presente sul tuo sito.
Un link che viene ottenuto organicamente.
Link all’interno del contenuto di una pagina che non sono editoriali o spontanei da parte del proprietario del sito.
Il numero di link che punta verso uno specifico sito web.
Il processo che consiste nel cercare di ottenere nuovamente i link persi.
Quando due siti si linkano a vicenza.
Tendenza naturale dei link a diventare rotti nel corso del tempo.
Link presenti sul tuo sito che puntano a risorse inesistenti. Possono essere sia link interni che esterni.
Link creati al fine di manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito all’interno dei risultati di ricerca di Google.
Un link in uscita che appare su ogni pagina di un sito.
Link irrilevanti piazzati su pagine al fine di provare a migliorare il posizionamento nei motori di ricerca.
La velocità alla quale il profilo backlink di un sito cresce.
La feature che appare nelle SERP per le ricerche local e che mostra gli annunci delle attività registrate su Google Business.
Il processo che consiste nel migliorare la tua presenza nelle ricerche local utilizzando la SEO o gli annunci a pagamento.
Il processo che consiste nell’”ottimizzare” la tua presenza online al fine di apparire e posizionarti in ricerche local pertinenti.
Codice che aiuta i motori di ricerca a comprendere e rappresentare meglio i tuoi contenuti nei risultati di ricerca.
Un attributo HTML utilizzato per descrivere di cosa parla una pagina.
Un meta tag che fornisce ad alcuni motori di ricerca (ma non Google) informazioni aggiuntive sul contenuto di una pagina.
Meta redirect
Codice che dice ai browser web di redirezionare l’utente verso una diversa URL dopo un determinato lasso di tempo.
Snippet HTML che dice ai motori di ricerca come scansionare o indicizzare una pagina.
Snippet di codice che forniscono informazioni importanti sulla pagina ai motori di ricerca.
Snippet di codice che controllano il modo in cui le URL vengono mostrate quando sono condivise sui social media.
Un collegamento che avviene organicamente.
Richiesta in cui l’utente sta cercando un sito specifico.
Quando un competitor utilizza tattiche black-hat per tentare di sabotare il posizionamento di un sito o una pagina concorrente.
Tag che comunica a Google che non dovrebbe considerare quel link per scopi legati al posizionamento.
Dati sulle parole chiave che Google non condivide con te all’interno di Google Analytics.
Attributo HTML che non permette al link di passare le informazioni sul referrer.
Il processo che consiste nel mettere il tuo prodotto o contenuto di fronte a persone pertinenti alla tematica inviando loro una mail personalizzata.
Una formula che giudica il valore di una pagina analizzando la quantità e la qualità delle pagine che la linkano.
Il tempo che una pagina web impiega a caricarsi.
La prima pagina che un utente vede sul tuo sito.
Pagina progettata per posizionarsi su parole chiave simili.
Pagine create per posizionarsi su parole chiave specifiche e simili fra di loro. Sono conosciute anche con il nome di pagine doorway.
Una pagina creata con il solo scopo di posizionarsi per una parola chiave e reindirizzare l’utente altrove.
Pagine web che creano liste curate di link verso utili risorse del settore.
Una pagina che non riceve link interni.
Parole e frasi che le persone ricercano all’interno dei motori di ricerca per trovare quello di cui hanno bisogno.
Una parola chiave a basso volume di ricerca.
Termini con alti volumi di ricerca.
Parole e frasi associate con un brand, prodotto o servizio.
Termini strettamente correlati alla parola chiave che vuoi intercettare.
Le parole chiave principali che definiscono la tua nicchia e ti aiutano a identificare i tuoi competitor.
Il nome talvolta attribuito a parole e frasi semanticamente correlate. (le parole chiave LSI non esistono).
Penalizzazione attivata da Google per degradare una pagina o un sito nei risultati di ricerca. Può essere algoritmica o manuale.
Descrive il processo degli utenti che fanno avanti e indietro fra la SERP e i relativi risultati di ricerca quando non riescono a trovare il contenuto che vogliono.
La tua posizione nella ricerca organica per una particolare parola chiave.
Un network di siti progettato specificamente per postare link e migliorare il posizionamento di altri siti.
Analisi di tutti i backlink (quantità, qualità, diversificazione, ecc.) che un sito possiede.
Le parole e le frasi che le persone inseriscono nei motori di ricerca per trovare quello che cercano.
Una query dove un utente è alla ricerca di informazioni e non un prodotto.
Una query di ricerca dove l’utente cerca uno specifico sito.
Una query dove l’utente sta cercando di acquistare qualcosa ma non ha ancora deciso da dove acquistare.
Una componente dell’algoritmo di Google che utilizza dei sofisticati algoritmi di machine learning per comprendere il significato di parole o frasi non conosciute.
Motore di ricerca dedicato ad uno specifico ambito.
L’utilizzo della voce per interagire con un motore di ricerca (piuttosto che cercare del testo).
Suggerimenti di ricerca correlati alla query che appaiono nella parte finale della SERP.
Una richiesta fatta a Google per revisionare il sito dopo aver sistemato i problemi relativi ad un’azione manuale o una notifica ricevuta in merito a problemi legati alla sicurezza.
I risultati di ricerca Google che mostrano dati aggiuntivi oltre ai soliti dati strutturati provenienti dalla pagina.
I risultati non a pagamento di un motore di ricerca che non possono quindi essere comprati o influenzati dagli advertiser.
Un file che dice ai motori di ricerca dove possono e dove non possono andare sul tuo sito.
Un ipotetico filtro di Google che non permette ai siti nuovi di posizionarsi in cima ai risultati di ricerca.
L’accordo fra due siti a linkarsi reciprocamente.
L’abilità di un motore di ricerca di accedere ad un determinato contenuto o pagina.
Tipologia di dati strutturati che aiuta le aziende locali a migliorare la propria SEO
Il processo con il quale degli hacker malintenzionati creano siti finti che assomigliano a motori di ricerca legittimi. L’obiettivo è quello di rubare informazioni personali o installare malware.
La pagina che un motore di ricerca restituisce a seguito della query di ricerca di un utente.
Un protocollo che crea una connessione sicura e privata fra i computer della rete.
Nota a margine
La pratica che consiste nell’ottimizzare un sito o una pagine web per ottenere più traffico di qualità dai risultati di ricerca organici.
L’utilizzo di strategie e tattiche SEO che violano le linee guida dei motori di ricerca.
L’utilizzo di tattiche e strategie SEO che si trovano a metà fra white-hat e black-hat.
Qualsiasi sforzo compiuto al di fuori di un sito per migliorarne la presenza sui motori di ricerca.
La pratica che consiste nel migliorare tutti gli aspetti di un sito web al fine di posizionarsi meglio nei risultati di ricerca.
La pratica che consiste nell’ottimizzare il contenuto visibile di una pagina e il codice sorgente per posizionarla più in alto.
L’utilizzo di strategie, tecniche e tattiche SEO approvate da Google.
Quanto è visibile il tuo brand nel mercato.
Il raggruppamento di pagine correlate a livello tematico linkandole internamente.
Link ad altre pagine o sezioni di una pagina che appaiono al di sotto di alcuni risultati di ricerca Google.
Un file XML che contiene una lista di tutte le URL più importanto presenti sul tuo sito.
Una copia del sito hostata su un differente server.
La parte finale della URL che (solitamente) descrive il contenuto della pagina.
La parte di una URL alla sinistra della porzione principale, es., esempio.ahrefs.com
La manipolazione volontaria dei risultati di ricerca utilizzando tecniche che sono contro le linee guida.
Un attributo HTML che consente di mostrare diverse versioni di un’immagine a seconda della dimensione e della risoluzione dello schermo.
Il modo in cui un sito è organizzato e le sue pagine linkate internamente.
Codice HTML che dice a Google quella che consideri la versione “principale” di una pagina.
L’heading HTML più utilizzato per marcare il titolo su di una pagina web.
Elementi HTML utilizzati per definire titoli e sottotitoli di una pagina.
Tag che comunica ai motori di ricerca di non indicizzare una pagina.
Un elemento HTML utilizzato per specificare il titolo di una pagina web.
Ottimizzazione per i motori di ricerca compiuta organizzando la struttura del contenuto.
La messa in atto di aggiustamenti tecnici per aiutare i motori di ricerca a trovare, scansionare, comprendere e indicizzare le tue pagine.
Una misurazione statistica che mira a giudicare l’importanza relativa di una parola in documento.
Contenuto che ha poco o nessun valore per l’utente.
L’ultima porzione di un dominio, come .com o .org.
Il traffico proveniente dai risultati di ricerca organici.
Una versione più aggiornata e sicura dell’SSL. Termine utilizzato in maniera intercambiabile con SSL.
Un algoritmo che analizza i link per separare le pagine utili dallo spam.
URL che Google vede come versione “principale” di una pagina o un set di pagine.
URL il cui contenuto varia in funzione dei parametri.
La forza del profilo backlink di una pagina su una scala da 0-100, dove 100 esprime il massimo della forza.
Quanto è visibile il tuo sito e le sue relative pagine all’interno dei risultati di ricerca organici.
Quante volte in un mese, in media, le persone in un determinato Paese cercano la tua parola chiave obiettivo.
Pagine web create per manipolare i risultati di ricerca.
Header HTTP inviato da un server che controlla l’indicizzazione di una pagina.
Pagine riguardanti argomenti che potrebbero impattare il futuro, la felicità, la salute, la stabilità finanziaria o la sicurezza di una persona.
Se sei nuovo nella SEO e vuoi imparare le basi, leggi la nostra guida per principianti alla SEO. Comprende tutto quello che dovresti sapere, incluso:
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