GSC vs. GKP: un Confronto dei Volumi di Ricerca per 72k Parole Chiave [uno Studio di Ahrefs]

Tim Soulo
Tim è il Chief Marketing Officer e Product Advisor @Ahrefs; ma soprattutto è il più grande fan e il più sincero evangelist della nostra azienda. Scopri di più su Tim
    Esistono due diverse fonti di dati relativi ai volumi di ricerca che provengono direttamente da Google: Google Search Console (GSC) e Google Keyword Planner (GKP). Abbiamo deciso di confrontare le numeriche fra i due per vedere quanto sono allineati fra di loro.

    GSC è ampiamente considerato come “la singola fonte di verità” riguardo i dati delle parole chiave, in quanto mostra esattamente il numero di volte che una pagina è apparsa all’interno dei risultati di ricerca Google per una determinata parola chiave.

    Se una pagina si posiziona quindi con costanza nella prima pagina di Google per una determinata query, il numero di impression per quella query in GSC dovrebbe riflettere in maniera accurata il volume di ricerca (almeno nella maggior parte dei casi).

    È invece risaputo che su GKP il volume di ricerca è meno preciso. Principalmente perché:

    • Raggruppa le parole chiave con significati simili
    • Arrotonda tutti i volumi di ricerca in gruppi.

    Eppure, molti professionisti della SEO sono perfettamente a loro agio con i volumi che ottengono da GKP, considerandoli piuttosto accurati.

    Abbiamo quindi deciso di condurre un piccolo esperimento e studiare le differenze dei volumi di ricerca mettendo a confronto Google Keyword Planner con “la singola fonte di verità”, ovvero GSC.

    Confronto dei volumi di ricerca fra GSC e GKP

    Per questo esperimento, abbiamo preso 72,635 parole chiave a caso con un volume di ricerca compreso fra 1K e 10K. Abbiamo poi messo a confronto il numero di “impression” in GSC con i volumi relativi ai dati di ricerca con GKP (per lo stesso mese).

    La prima cosa che abbiamo notato, è che GKP quasi sempre sovrastima il “reale” volume di ricerca:

    Dopotutto, se solo il volume di ricerca fosse sovrastimato in maniera leggera, non sarebbe un gran problema, giusto?

    Ecco la risposta:

    La maggior parte dei volumi di ricerca in GKP (54.28%) sono sovrastime, mentre solo poco meno della metà (45.22%) sono accurati (ovvero deviano rispetto al numero di “impression” di GSC per un valore non superiore al 50%).

    Per i nerd SEO fra di voi, ecco una visione più accurata di come i dati di GSC si confrontano con quelli di GKP:

    Una discrepanza piuttosto pronunciata, vero?

    Quindi perché non scavare un pò più a fondo e investigare la cause di questa differenza nei volumi di ricerca fra GKP e GSC?

    GKP raggruppa le parole chiave con significati simili (e si sbaglia)

    Secondo i dati all’interno di GSC, la parola chiave “ahrefs” ha ottenuto 25,436 impression a Giugno (negli Stati Uniti):

    Se guardiamo però i dati di GKP per lo stesso mese, questo mostra un volume di ricerca di 33,100:

    Questo significa che il rapporto fra “GKP/GSC” per questa parole chiave è 1.3x. Non male, ma nemmeno particolarmente accurato.

    Cosa causa quindi tale discrepanza?

    A quanto pare, quando GKP mostra il volume per la parola chiave “ahrefs”, include anche i volumi di ricerca per tutte le parole chiave digitate in maniera erronea che possiamo vedere nel nostro report di GSC:

    • ahref (2,826 impression)
    • hrefs (906 impression)
    • aherfs (435 impression)
    • arefs (267 impression)
    • a hrefs (224 impression)
    • aherf (185 impression)
    • ahrfs (100 impression)
    • ecc

    Sappiamo ciò perché GKP raggruppa parole chiave simili (e mostra lo stesso volume di ricerca mostrato per “ahrefs”):

    Quando il volume di una parola chiave include però le variazioni scritte erroneamente, non è esattamente un problema, giusto? Anzi, può tornare piuttosto utile.

    Esistono però dei casi nei quali GKP raggruppa parole chiave che non dovrebbero essere messe insieme. E questo può essere un problema per noi SEO.

    Ad esempio la parola chiave “chusky”, ha un volume di ricerca di 550K negli USA. GKP crede che sia un errore di battitura per “husky”, e queste due parole chiave vengono raggruppate insieme:

    Se però dai uno sguardo ai risultati di ricerca per “chusky”, puoi subito notare come non sia un errore di battitura. È invece una razza di cane a parte, il che significa che dovrebbe avere un volume di ricerca a sé.

    Stessa cosa per questa quattro parole chiave: “red room,” “red rose,” “red rock,” e “red robin”:

    GKP le tratta come una singola cosa, ma non c’è nemmeno bisogno di analizzare i risultati di ricerca per comprendere come queste non siano la stessa cosa.

    Altri esempi:

    • american banks & bank of america
    • mosquito bites & mosquito bits
    • book a driver & drive book

    A dirla tutta questi “falsi gruppi” non sono così comuni, ma possono causare non pochi problemi quando te li trovi davanti.

    Quello che avviene molto più di frequente (ed è fastidioso) è che GKP non mostra volumi di ricerca distinti per parole chiave molto simili o che sono solo piccole variazioni della stessa parola chiave.

    Ad esempio, queste query di ricerca sono raggruppate insieme in GKP, e non c’è modo di vederne i volumi di ricerca individuali:

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    Il problema del “raggruppamento” è che questi volumi vengono prelevati da ogni tool SEO, in quanto questi prendono i dati da GKP (quasi tutti lo fanno).

    Noi di Ahrefs prendiamo invece i dati relativi alle parole chiave da diverse fonti (inclusi molti anni di dati storici sui click), e ciò ci consente di “spacchettare” i gruppi in query di ricerca mostrando i volumi di ricerca separati per ogni variazione:

    Avere un volume di ricerca separato per ogni query ti permette di non sovrastimare il potenziale di traffico che un argomento può portarti, al contrario di quando tutti i volumi vengono sommati fra di loro in un unico gruppo.

    A parte ciò, conoscere i modi principali in cui le persone compongono la loro query di ricerca può aiutarti a utilizzare il linguaggio giusto sulla pagina, oltre a permetterti di formulare un titolo più intrigante.

    Come avrai potuto comprendere, questo “raggruppamento” di GKP può essere frustrante per i SEO. Ma non possiamo prendercela con GKP per nascondere gli esatti volumi di ricerca. GKP è un tool per gli advertiser non per i SEO specialist. E raggruppare le parole chiave simili è per questi conveniente.

    GSC mostra le impression locali per le parole chiave con un intento locale

    Secondo GKP, la parola chiave “golf course” ha un impressionante volume di ricerca mensile corrispondente a 1 milione di ricerche negli Stati Uniti:

    A seconda della posizione dalla quale ricerchi, vedrai diverse pagina posizionate per questa parola chiave:

    • Se cerchi da Rochester, vedrai una pagina di visitrochester.com posizionata #2.
    • Se cerchi da Bakersfield, vedrai una pagina di visitbakersfield.com posizionata #1.

    I proprietari di questi due siti vedranno quindi un numero di impression diverso fra di loro all’interno di GSC per la parola chiave “golf course”. Questo in quanto il sito si posiziona bene solo in una specifica location.

    E solo il proprietario del sito golflink.com (che sembra avere pagine posizionate per “golf courses” praticamente in ogni possibile location) vedrà con molta probabilità un numero di impression vicino al milione come mostrato da GKP.

    Queste parole chiave “regionali” hanno causato le più grandi discrepanze (4x+) fra GKP e GSC, che possono essere viste nel grafico sopra.

    Le “impression” in GSC sono talvolta gonfiate dai bot

    Parliamo ora dei rari casi in cui GSC mostra un volume di ricerca più elevato di GKP.

    Crediamo che questo succeda a causa di alcuni bot. Secondo John Mueller, non tutte le impressioni dei bot vengono filtrate in GSC:

    Ma cos’è il “traffico bot”?

    Si tratta di un qualsiasi script o programma che fa ricerche automatiche su Google.

    Alcuni dei bot che sicuramente conoscerai sono i rank trackers che fanno ricerche automatiche per creare report sul posizionamento di un sito in Google.

    Un esempio peggiore sono invece i bot che generano click falsi su Google ads in modo da mettere pressione sui competitor.

    In ogni caso, secondo il nostro studio, i dati sembravano gonfiati artificialmente solo nello 0.5% dei casi. È dunque improbabile che soffrirai di inquinamento dei tuoi report su GSC a causa dei bot.

    Come si rapporta il volume di ricerca offerto da Ahrefs?

    Sono certo che ti starai chiedendo come si rapporta il volume offerto da Ahrefs rispetto ai dati.

    Creiamo allora il grafico con il rapporto “Ahrefs/GSC” allo stesso modo in cui abbiamo creato il precedente “GKP/GSC”:

    Sembra che Ahrefs mostri un valore “piuttosto accurato” nel 65% dei casi, rispetto al 45% dei casi di GKP.

    Questo principalmente a causa della nostra abilità di “separare” i gruppi di parole chiave simili e creare report distinti per il volume di ognuno di essi.

    Se ti stavi quindi chiedendo perché i volumi di ricerca su Ahrefs fossero diversi da quelli su GKP, ora ne conosci il motivo.

    Conclusione

    Spero che questo studio ti sia piaciuto e che ti abbia dato una migliore comprensione di come le numeriche fra GSC e GKP si rapportano e, ancora più importante, perché sono differenti fra di loro.

    Domande? Scrivimi su Twitter.

    E a proposito, un enorme ringraziamento al nostro fantastico e estremamente impegnato team di data science per aver trovato il tempo di aiutarmi in questa ricerca.