
Ex Head of Content di Ahrefs
Ma quando e come dovresti eseguire un test SEO?
In questa guida, imparerai:
Un test SEO è un processo nel quale apporti delle modifiche al tuo sito e, successivamente, tracci l’impatto che queste hanno sul traffico organico o sul posizionamento.
Ecco quattro benefici derivanti dall’eseguire dei test SEO:
A prescindere dai fattori di posizionamento noti, ci sono molti “dipende” nel mondo della SEO. Solo perché qualcuno ha ottenuto un impatto positivo dopo aver apportato una modifica, non è detto che questo impatto possa essere replicato sul tuo sito, apportando le stesse modifiche. La soluzione migliore è quella di eseguire dei test.
Apportare modifiche SEO può richiedere molto tempo e risorse. Se un cambiamento non porta l’effetto desiderato, si tratta quindi di una perdita di tempo. Eseguire un test può indicarti se l’applicazione di una modifica può avere un impatto positivo, permettendoti di impiegare meno tempo e risorse.
Tutti quanti hanno un’opinione a riguardo su cosa funzioni e cosa non funzioni in ambito SEO. Spesso, l’unico modo per porre fine ad una accesa discussione è quello di fare un test. In caso contrario, la persona che urla di più avrà la meglio—e non è un bene.
Cosa peggiore dello sprecare tempo e risorse, che potrebbe accadere quando vengono implementate delle modifiche in ambito SEO, è sprecarle per effettuare delle modifiche che avranno un impatto negativo. Eseguendo un test SEO, puoi limitare gli effetti negativi di eventuali modifiche ad un piccolo campione di pagine.
Esistono 3 tipologie di test SEO.
I test SEO in serie prevedono di apportare le modifiche a tutte le pagine del sito (contemporaneamente) analizzandone le conseguenze. Noi non consigliamo questo approccio per tre motivi:
In questa tipologia di test le modifiche vengono apportate ad una sola pagina che viene poi monitorata per studiarne gli effetti. Non consigliamo questo tipo di test SEO, in quanto non è saggio dedurre una correlazione con un campione composto da una sola pagina.
Gli A/B test (chiamati anche split-testing) sono quelli in cui modifichi solo un campione di tutte le pagine. In seguito, il campione modificato viene confrontato con quello non modificato. Il gruppo di pagine non modificate prende il nome di gruppo di controllo, mentre quello delle pagine modificate viene chiamato gruppo sperimentale. Questa è la tipologia di test SEO che consigliamo di eseguire, perché:
Eseguire un test SEO non è probabilmente una buona idea a meno che il tuo sito non riceva un buon numero di visite organiche. Parliamo di decine o centinaia di migliaia di visitatori al mese. Ci sono due motivazioni a sostegno di questa affermazione:
Se il tuo sito riceve molto traffico, migliorare il posizionamento o il traffico anche di una piccola percentuale potrebbe avere ottime ripercussioni sul tuo business e sulla tua azienda—e questo è proprio il caso in cui eseguire test SEO avrebbe senso.
Segui questi 7 passaggi per iniziare ad eseguire dei test SEO:
Un’ipotesi è una previsione. È il momento in cui decidi cosa andare a modificare e come pensi che quella modifica possa influenzare la visibilità del tuo sito.
Ecco una semplice formula per creare un'ipotesi.
[modifica] porterà a [effetto] su [tipologie di pagine]
Ecco un esempio:
[aggiungere delle brevi descrizioni] porterà a [un aumento del traffico organico del 10%] sulle [pagine di categoria dei mobili da giardino dell’ecommerce]
Puoi vedere come abbiamo definito cosa cambieremo, il risultato desiderato e la tipologia di pagine che utilizzeremo per effettuare il test.
Assicurati di scegliere un gruppo di pagine che abbia un buon numero di fattori in comune—come gli articoli di una sezione del blog o le pagine di categoria di un ecommerce—per minimizzare le possibili variabili che potrebbero annullare o sporcare i risultati del tuo test. L’ipotesi dovrebbe inoltre essere sensata e non casuale.
È una buona pratica quella di eseguire dei test solo sulle pagine che ottengono un buon numero di visite organiche. Non puoi infatti trarre molte conclusioni da pagine che non ricevono o ricevono poco traffico. I risultati sarebbero infatti poco affidabili.
Puoi identificare le pagine con un buon traffico utilizzando Google Analytics:

Se non utilizzi Google Analytics, puoi fare la stessa cosa con Ahrefs, utilizzando il Site Explorer.

Effettua il download dei risultati e rifinisci la lista nel modo che ritieni più opportuno. Queste saranno le pagine che utilizzerai per condurre il test.
La tipologia di testing che utilizzerai è quella degli A/B split test; di conseguenza dovrai solamente apportare dei cambiamenti ad un campione casuale di pagine. Le restanti pagine invece costituiranno il tuo gruppo di controllo.
Se utilizzi dei tool SEO specifici per la conduzione di test, questi potrebbero gestire la generazione del campione casuale al tuo posto. Se invece hai deciso di operare manualmente, il modo più semplice per scegliere un campione casuale è la funzione "Randomize range" all’interno di Google Sheets.
Ecco come fare:

Questo invertirà casualmente l’ordine delle URL, in modo che tu possa selezionare una percentuale di queste da utilizzare come gruppo sperimentale.
Sapere quanto tempo dedicare alla conduzione di un test può essere complicato. In pratica, dovresti tenere il test attivo per tutto il tempo necessario e raccogliere un quantitativo significativo di dati. Questo potrebbe tradursi in qualche giorno, che potrebbe diventare anche diversi mesi. Dipende tutto da quanto traffico e quante pagine hai a disposizione per effettuare il tuo test.
Ecco un paio di cose su cui porre l’attenzione:
Se non sei certo per quanto tempo tenere attivo il test, ti consiglio di partire con un mese. Puoi sempre lasciare attivo il test più a lungo se ti rendi conto che hai bisogno di più dati.
Prima di apportare modifiche al tuo sito, dovresti avere chiaro il modo in cui tracciare i risultati. Il modo più semplice per farlo è utilizzare un tool specifico per i test SEO. Questi tool si connettono al tuo account Google Search Console e tengono traccia dei risultati autonomamente.
Se vuoi, puoi anche tracciare il tutto manualmente.
Se desideri tracciare le variazioni nel traffico organico, puoi utilizzare Google Search Console o Google Analytics. Basta fare un confronto fra il traffico medio dei due gruppi prima e dopo che le modifiche siano state applicate.
Se vuoi invece testare cambiamenti nel CTR, utilizza Google Search Console e metti a confronto la media dei cambiamenti.
Se vuoi tracciare le variazioni nel posizionamento organico, utilizza Google Search Console o un rank tracker come il Rank Tracker di Ahrefs. La seconda opzione è decisamente migliore, in quanto ti fornisce gli esatti dati sul posizionamento—e non solo la posizione media.
Per settare il Rank Tracker di Ahrefs a fini di un test SEO, aggiungi un tag a due set di parole chiave:
A questo punto, puoi vedere le posizioni medie per le parole chiave di ognuno dei due gruppi all’interno del report chiamato Tags:

Ecco alcune cose da tenere sott’occhio mentre apporti le modifiche:
Se utilizzi un tool per eseguire i test, questo sarà probabilmente in grado di produrre dei grafici accattivanti che puoi analizzare una volta che il test è terminato:

In caso contrario puoi valutare i risultati del test manualmente utilizzando Google Analytics (se stai testando per variazioni di traffico), Google Search Console (se stai testando variazioni di traffico, posizionamento o CTR) o un tool di rank tracking (se stai testando delle variazioni nel posizionamento).
Se stai testando delle possibili variazioni nel posizionamento e hai impostato tutto correttamente all’interno del Rank Tracker di Ahrefs, come mostrato nel passaggio numero cinque, puoi analizzare le oscillazioni per le parole chiave tracciate sin dall’inizio del test, all’interno del report chiamato Tags. Devi solo selezionare l’intervallo temporale che ti interessa.

La scelta dei test SEO da effettuare dovrebbe basarsi sui propri obiettivi SEO. Diamo però uno sguardo ad alcuni esempi di test SEO diffusi per imparare il metodo di esecuzione.
Dato che i tag title vengono mostrati nei risultati di ricerca, possono avere un impatto sul click through rate (CTR) delle pagine. Se utilizzi un template per tutti i prodotti o le pagine di categoria come la maggior parte dei siti e-commerce, testare l’impatto che un diverso template può avere sul CTR è piuttosto semplice.
Prendi un set di pagine categoria che ricevono un buon numero di visite organiche dal tuo e-commerce, seleziona un campione casuale tra queste e cambia il relativo template del tag title.
Ad esempio, se il template attuale per le pagine prodotto è un qualcosa di simile:
[Nome prodotto] | [Brand]
Potresti provare ad aggiungere “Consegna gratuita” per vedere se il CTR migliora:
[Nome prodotto] - Consegna Gratuita | [Brand]
Usa Google Search Console per fare un confronto fra il CTR medio prima e dopo aver apportato le modifiche.
Nota a margine
Molti professionisti della SEO amano i tool per l’ottimizzazione dei contenuti—ma molti altri no. Se sei fra quelli che crede che tali tool possano portare benefici, perché non provare ad eseguire un test?
Prendi una serie di articoli dal blog che ricevono un buon traffico e che sono posizionati nella top 10 per la relativa parola chiave principale. Seleziona poi, tra questi, un campione casuale e “ottimizza” gli articoli seguendo le indicazioni del tool scelto.
Ecco come trovare queste pagine all’interno del Rank Tracker di Ahrefs:

Utilizza il Rank Tracker di Ahrefs per confrontare la visibilità media delle parole chiave tracciate in ognuno dei gruppi messi in test, confrontando il giusto intervallo temporale come spiegato nel passaggio numero cinque.
Nota a margine
Posizionarsi per gli snippet in evidenza, solitamente porta ad ottenere un numero maggiore di click. Se hai quindi degli articoli del blog che si posizionano per parole chiave che attivano degli snippet in evidenza, perchè non provare a prenderne possesso?
Prendi alcuni articoli del blog che ricevono traffico organico e che si posizionano nella top 10 per delle parole chiave che attivano gli snippet in evidenza; scegli un campione casuale di queste e poi aggiungi dei contenuti snippet-friendly al contenuto degli articoli.
Ecco come trovare questi articoli grazie al Site Explorer di Ahrefs:

Utilizza il Rank Tracker di Ahrefs per fare un confronto fra il numero di snippet in evidenza posseduti in ognuno dei due gruppi di parole chiave tracciati in base alla data di inizio e di fine del test.

Nota a margine
Per non complicare eccessivamente l’articolo, ho evitato di parlare di problemi correlati alla significatività statistica. Si tratta di un campo in cui i concetti sono infatti piuttosto complicati, ma che può aiutare a provare quanto i risultati di un test SEO siano attendibili, e che ci siano alte probabilità che esista una relazione di causalità fra le modifiche ed il risultato. In altre parole—qualsiasi cosa sia (o non sia) successa non dovrebbe essere stata solo un caso.
Al momento non sono a conoscenza di nessun tool per condurre test SEO che sia in grado di calcolare questi dati. Voglio quindi ripetere quello che ho detto prima: non eseguire dei test SEO a meno che il tuo sito non riceva già molto traffico.
Se conduci dei test e inizi a trarre conclusioni dopo solo qualche centinaio di visite, ci sono molte probabilità che i risultati avranno poca significatività statistica.
Domande? Scrivimi su Twitter.

Ex Head of Content di Ahrefs (in parole povere, sono la persona responsabile di far sì che ogni post pubblicato sul blog sia MITICO).