
di Patrick Stox
SEO tecnica in Ahrefs
In passato, le cartelle erano contraddistinte dalla presenza della barra finale alla fine del loro indirizzo, al contrario dei file. Una cartella indicava quindi un posto in cui erano presenti più file, e all’interno della quale era presente anche un file indice (index.html, index.php, ecc..) dal quale il contenuto della pagina veniva caricato. Di conseguenza il contenuto proveniva ad esempio da dominio.com/pagina/index.html, ma veniva effetticamente mostrato solamente dominio.com/pagina/ agli utenti. Per quanto riguarda invece i singoli file, i nomi di questi comparivano nel URL, ma senza la barra finale.
Oggi la maggior parte degli URL non punta ad uno specifico file, ma sono dei registri all’interno di un database. Alcuni sistemi definiti serverless addirittura non forniscono l’host nemmeno ad un singolo file all’interno del server.
Strutture diverse per gli URL potrebbero essere trattate in maniera diversa fra di loro. L’utilizzo o meno della barra finale è quindi diventata più che altro una scelta personale. Diamo uno sguardo ad alcuni possibili scenari comuni:
dominio.com =dominio.com/
Queste due URL sono trattate esattamente nella stessa maniera, e non importa quale venga utilizzata.
dominio.com/pagina ≠ dominio.com/pagina/
Fatta eccezione per il trailing slash alla fine del root domain, gli URL con e senza trailing slash vengono trattati come due indirizzi differenti.
Nella maggior parte dei casi, se aggiungi la barra finale ad un file come .html, .php, .js, .css, .pdf, .jpg, ecc, quest’ultimo non verrà caricato. Ciò succede in quanto la maggior parte dei sistemi dà per scontato che si tratti di una cartella, e dato che non viene trovato nulla, solitamente il risultato è una pagina 404.

Cerchiamo ora di capire qual è l’impatto a livello SEO.
Probabilmente vorrai decidere anche in base a come i tuoi sistemi funzionano. Ecco alcuni scenari possibili che potresti trovarti di fronte.
Come ho anticipato prima, se lo stesso contenuto è visibile sia dallo url con la barra che quello senza, le pagine vengono trattate come due URL separati. Solitamente in questo caso la preoccupazione principale è che questo potrebbe causare dei contenuti duplicati. Nella maggior parte dei casi questo non dovrebbe essere un problema, in quanto ci sarà probabilmente un tag canonical che specifica qual è la versione preferita. Anche se questo non dovesse essere presente, Google solitamente sceglie la versione che preferisce e prova a consolidare tutti i segnali che ha a disposizione. Puoi forzarlo però ad utilizzare la tua versione di URL preferita se vuoi.
Che tu decida o meno di utilizzare la barra finale, assicurati che tutti i diversi segnali di canonicalizzazione come redirect, sitemap, link interni, tag canonical, ecc.. puntino alla versione che vuoi venga indicizzata.
In alcuni casi potresti avere due sistemi che condividono la stessa struttura a livello di cartelle, o dei software di A/B testing che potrebbero creare una situazione per la quale la versione con e senza barra finale nella URL restituisce dei contenuti completamente differenti. In questo caso, almeno idealmente, dovresti scegliere quale versione indicizzare e mostrare agli utenti, creando un redirect ad essa dall’altra versione.
Potresti incorrere in problemi anche in setup complessi di siti multilingua che fanno uso del tag hreflang. I link all’interno degli hreflang dovrebbero puntare alla versione indicizzata delle varie pagine. Se ad esempio un canonical punta alla versione di una pagina con la barra finale, e Google indicizza le pagine in questo modo, avere dei tag hreflang che puntano alla versione senza la barra finale potrebbe significare che questi ultimi non vengano rispettati.
Questo processo potrebbe variare a seconda del sistema che utilizzi. La cosa migliore è verificare la relativa documentazione prima di cimentarsi in qualsiasi cambiamento.
Rimuovere la barra:
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d RewriteRule ^(.*)/$ /$1 [L,R=301]Nota a margine
Aggiungere la barra:
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f RewriteRule ^(.*[^/])$ /$1/ [L,R=301]Nota a margine
Se ti dirigi su Impostazioni > Permalink, puoi scegliere se utilizzare o meno la barra finale, a patto di fare uso delle strutture personalizzate.
/%postname%/ aggiunge la barra finale alle URL
/%postname% rimuove la barra finale dalle URL

Per via del routing, i sistemi di questo tipo potrebbero essere un po’ diversi rispetto a quelli a cui sei abituato. Puoi personalizzare il modo in cui le URL funzionano all’interno del router, o—se non vuoi perderci troppo tempo—utilizzare uno dei tanti moduli aggiuntivi disponibili per aggiungere o rimuovere le barre finali.
Quando si sceglie se utilizzare o meno le barre finali, bisogna considerare l’impatto che queste avranno all’interno dei vari report. Ad esempio, all’interno di Google Search Console, puoi scegliere se effettuare il setup di una proprietà a livello di dominio o prefisso URL. Se quando effettui il setup utilizzando il metodo prefisso URL, e non includi la barra finale (es. dominio.com/cartella), Google ne aggiunge comunque uno. Di conseguenza, tutte le visite verso dominio.com/cartella (senza barra finale) non appariranno nei report, in quanto dominio.com/cartella/ (con barra finale) gode di una priorità maggiore.

Google Analytics (GA) soffre dello stesso problema quando si utilizza il report Content Drilldown a livello di cartelle e le tue pagine non utilizzano la barra finale. Se sia le versione con la barra che quella senza funzionano, potrebbero infatti entrambe comparire all’interno dei report.
Puoi aggiungere un filtro come mostrato qui sotto per forzare l’aggiunta delle barre finali alle URL del tuo sito all’interno dei report Analytics se vuoi che i dati vengano consolidati.

Ecco la regex da utilizzare: ^(/[a-z0–9/_-]*[^/])$
Esiste sempre un rischio quando si cambia qualcosa, quindi a meno che il tuo setup attuale non stia causando problemi, non c’è motivo di cambiare le URL. La tecnologia si è evoluta, e le vecchie convenzioni relative alle barre non si applicano più ai siti web moderni.
Tradotto da Matteo Ginnetti, Consulente Digital Marketing.

Patrick Stox è Product Advisor, Technical SEO e Brand Ambassador presso Ahrefs. È stato l'autore principale del capitolo sulla SEO del Web Almanac 2021 e revisore del capitolo sulla SEO del 2022. È stato anche co-redattore del libro della SEO per principianti di Ahrefs ed è stato Technical Review Editor per The Art of SEO 4th Edition. È un organizzatore del Triangle SEO Meetup, della conferenza Tech SEO Connect, gestisce un gruppo Slack di SEO tecnica ed è moderatore di /r/TechSEO su Reddit.