Reindirizzamenti E SEO: Una Guida Semplice (Ma Completa)

Reindirizzamenti E SEO: Una Guida Semplice (Ma Completa)

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    Quasi tutti quelli che gestiscono siti prima o poi nella loro carriera devono affrontare i redirect. I reindirizzamenti aiutano a mantenere le pagine accessibili per utenti e motori di ricerca nei casi di rebranding, unione di più siti, eliminazione di una pagina o semplicemente di spostamento di una pagina in una nuova posizione e quindi ad un nuovo indirizzo.

    La questione dei redirect è abbastanza complessa poiché esistono varii tipi di reindirizzamenti che coprono diversi scenari. Quindi è importante capire le differenze tra le varie tipologie.

    In questa guida scoprirai:

    I redirect sono un modo per inviare utenti (e bot) a un indirizzo diverso da quello richiesto.

    Ci sono due motivi per cui vanno utilizzati i reindirizzamenti quando si spostano i contenuti:

    • Per garantire la migliore esperienza d’uso ai visitatori: l’ultima cosa che vuoi che i visitatori si trovino di fronte un avviso di “pagina non trovata” quando stanno provando a visitare una pagina che è stata spostata. I reindirizzamenti risolvono questo problema inviando i visitatori al nuovo indirizzo.
    • Per aiutare i motori di ricerca a comprender il tuo sito: I redirect indicano ai motori di ricerca dove è stato spostato uno specifico contenuto e se lo spostamento è permanente o temporaneo. Ciò influisce sul posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca.

    Devi utilizzare i reindirizzamenti quando sposti un contenuto da un URL ad un altro e, occasionalmente, se elimini un contenuto. Diamo una rapida occhiata ad alcune situazioni tipiche che prevedono l’uso dei redirect.

    Quando si cambia dominio

    Se stai effettuando un rebranding e ti sposti su un nuovo nome di dominio, dovrai reindirizzare permanentemente tutte le pagine del vecchio dominio alle corrispettive sul nuovo.

    Quando si uniscono più siti 

    Se hai deciso di unire più siti in uno, devi reindirizzare permanentemente le vecchie URL verso le nuove.

    Quando si passa al protocollo HTTPS

    Se stai passando dall’HTTP a HTTPS (fortemente consigliato), devi reindirizzare permanentemente ogni pagina e risorsa non protetta (quindi su HTTP) alla sua posizione sicura (quindi su HTTPS).

    In caso di un’offerta speciale

    Se stai offrendo una promozione temporanea e desideri inviare gli utenti, ad esempio, da nomesito.com/computer a nomesito.com/computer-offerte-black-friday, devi utilizzare un reindirizzamento temporaneo.

    Quando si cancellano pagine

    Se hai deciso di rimuovere dei contenuti dal tuo sito, devi reindirizzare permanentemente l’URL da rimuovere ad una pagina simile, ove possibile. Questo ti permette di fare in modo che tutti i backlink alla vecchia pagina abbiano ancora un valore SEO. Ti garantisce inoltre che eventuali preferenze o link interni continuino a funzionare.

    I redirect possono essere suddivisi in due gruppi: reindirizzamenti lato server e reindirizzamenti lato client. Ogni gruppo contiene una serie di reindirizzamenti che i motori di ricerca considerano temporanei o permanenti. Quindi devi utilizzare il reindirizzamento giusto in base al tuo scopo per evitare potenziali problemi SEO.

    Redirect lato server 

    Un reindirizzamento lato server è quello in cui il server decide dove reindirizzare l’utente o il motore di ricerca quando viene richiesta una pagina. Lo fa restituendo un codice di stato HTTP 3XX.

    Se ti occupi di SEO, utilizzerai per la maggior parte del tempo i reindirizzamenti lato server, poiché i reindirizzamenti lato client (ne parleremo a breve) presentano alcuni inconvenienti e tendono ad essere più adatti per casi piuttosto specifici e rari.

    Ecco i reindirizzamenti 3XX che ogni SEO dovrebbe conoscere:

    Redirect 301

    Un redirect 301 indirizza gli utenti al nuovo indirizzo e comunica ai motori di ricerca che la risorsa è stata spostata in modo permanente. Di fronte a un reindirizzamento 301, i motori di ricerca in genere eliminano il vecchio URL dal loro indice a favore del nuovo. Al nuovo indirizzo viene passato anche il PageRank (Authority).

    Redirect 302

    Un redirect 302 inoltra gli utenti al nuovo indirizzo e comunica ai motori di ricerca che la risorsa è stata spostata temporaneamente. Di fronte a un reindirizzamento 302, i motori di ricerca mantengono il vecchio URL indicizzato anche se viene reindirizzato. Se lasci il reindirizzamento 302 attivo per molto tempo, i motori di ricerca probabilmente inizieranno a trattarlo come un reindirizzamento 301 e indicizzeranno il nuovo URL.

    Come per i 301, i 302 trasferiscono il PageRank. La differenza è che il trasferimento avviene “all’indietro”. In altre parole, il PageRank del “nuovo” indirizzo viene trasferito al vecchio URL (a meno che i motori di ricerca non lo trattino come un 301).

    Redirect 303

    Un redirect 303 inoltra l’utente a una risorsa simile a quella richiesta ed è trattato come una forma temporanea di reindirizzamento. Viene in genere utilizzato in situazioni particolari per esempio per evitare il reinvio dei moduli quando un utente preme il pulsante “indietro” nel proprio browser. In genere i redirect 303 non vengono utilizzati per scopi SEO in quanto i motori di ricerca potrebbero trattarli come 301 o 302.

    Redirect 307

    Un redirect 307 è uguale ad un 302, tranne per il fatto che mantiene il metodo di richiesta originale, l’HTTP (POST, GET), durante l’esecuzione del reindirizzamento.

    Redirect 308

    Un redirect 308 è uguale ad un 301, tranne per il fatto che mantiene il metodo di richiesta originale, l’HTTP, durante l’esecuzione del reindirizzamento. Google ha dichiarato di considerare i redirect 308 come i redirect 301, ma la maggior parte di chi lavora nella SEO tende comunque ad utilizzare i 301.

    https://twitter.com/JohnMu/status/994633389356429312

    Redirect lato client

    Un reindirizzamento lato client è quello in cui il browser decide dove reindirizzare l’utente. In genere non andrebbe utilizzato a meno che non sia disponibile un’altra opzione.

    Redirect 307

    Un redirect 307 si verifica comunemente lato client quando un sito utilizza HSTS. Questo perché l’HSTS dice al browser del client che il server accetta solo connessioni sicure (HTTPS) e di eseguire un reindirizzamento 307 interno ogni volta che saranno richieste risorse non sicure (HTTP).

    Redirect meta refresh

    Un redirect meta refresh comunica al browser di reindirizzare l’utente dopo un determinato numero di secondi. Google lo capisce e quindi tende a trattare questo tipo di reindirizzamento come un redirect 301. Tuttavia, alla domanda sui reindirizzamenti meta refresh su Twitter John Mueller di Google ha dichiatato: “Se vuoi che venga trattato come un reindirizzamento, ha senso che agisca come un reindirizzamento”.

    In entrambi i casi, Google non consiglia di utilizzare questo tipo di redirect in quanto possono creare confusione per l’utente e non sono supportati da tutti i browser. Google consiglia invece di utilizzare un reindirizzamento 301 lato server.

    Redirect JavaScript

    Un redirect JavaScript, come probabilmente avrai intuito, utilizza JavaScript per indicare al browser di reindirizzare l’utente a un indirizzo diverso. Alcune persone credono che un reindirizzamento JS causi problemi ai motori di ricerca che devono eseguire il rendering della pagina per fare in modo che il reindirizzamento venga applicato correttamente. Anche se questo è vero, di solito non è un problema per Google perché al giorno d’oggi il rendering delle pagine è davvero veloce (potrebbero però esserci problemi con altri motori di ricerca.) Tutto sommato, è comunque meglio utilizzare un reindirizzamento 3XX ove possibile, ma un reindirizzamento JS in genere va bene se questa è la tua unica opzione.

    I redirect possono diventare complicati. Per aiutarti, ecco alcune best practice da tenere a mente se lavori nella SEO.

    Reindirizza HTTP verso HTTPS

    Ormai tutti dovrebbero usare il protocollo HTTPS, che protegge ulteriormente il tuo sito e aiuta il posizionamento su Google.

    Ci sono un paio di modi per verificare che il tuo sito stia reindirizzando correttamente da HTTP a HTTPS. Per prima cosa installa e attiva la SEO Toolbar di Ahrefs, quindi prova a navigare alla versione HTTP della tua home page. Se tutto funziona come dovrebbe, vedrai un codice di risposta 301 sulla barra degli strumenti.

    Il problema con questo metodo è che potresti vedere un 307 se il tuo sito utilizza HSTS. Quindi ecco un altro metodo:

    1. Vai al Site Audit di Ahrefs
    2. Clicca su New Project
    3. Scegli Aggiungi manualmente
    4. Modifica lo Scopo scegliendo HTTP
    5. Inserisci il tuo dominio

    Dovresti visualizzare l’errore “Non scansionabile” per entrambe le versioni www e non www della tua home page, insieme alla notifica “301 spostato in modo permanente”.

    Se non è presente un redirect o stai utilizzando un tipo di reindirizzamento diverso da 301 o 308, probabilmente vale la pena chiedere a chi gestisce questi aspetti tecnici di passare a 301.

    TIP

    Qualunque sia il metodo che utilizzi, vale la pena provarlo su diverse pagine in modo da avere la certezza che siano stati implementati i redirect corretti su tutto il tuo sito.

    Utilizza HSTS (per creare redirect 307)

    L’implementazione di HSTS (HTTP Strict Transport Security) sul tuo server impedisce alle persone di accedere a contenuti non sicuri (HTTP) sul tuo sito. Lo fa dicendo ai browser che il tuo server accetta solo connessioni sicure e che va eseguito un reindirizzamento 307 interno alla versione HTTPS quando viene chiesto di accede a qualsiasi risorsa HTTP.

    Questo non sostituisce i redirect 301 o 302 e non è strettamente necessario se questi sono impostati correttamente sul tuo sito. Tuttavia, crediamo che al giorno d’oggi sia la migliore pratica, anche se solo per velocizzare la navigazione per gli utenti.

    Letture aggiuntive: Strict-Transport-Security — Mozilla

    TIP

    Dopo aver implementato HSTS, considera di inviare il tuo sito all’HSTS preload list. In questo modo l’HSTS verrà abilitato per tutti coloro che tentano di visitare il tuo sito Web, anche se non lo hanno mai visitato prima.

    Evita i redirect meta refresh

    I meta-reindirizzamenti non sono l’ideale, quindi vale la pena controllarli nel tuo sito e sostituirli con un reindirizzamento 301 o 302. Puoi farlo abbastanza facilmente con un profilo gratuito su Ahrefs Webmaster Tools. Scansiona il tuo sito con Site Audit e cerca l’errore “meta refresh redirect”.

    Se quindi clicchi sull’errore e selezioni“View affected URLs,” vedrai gli URL con meta-reindirizzamenti.

    Reindirizza le pagine cancellate verso alternative pertinenti (se possibile)

    Il reindirizzamento degli URL ha senso quando sposti il contenuto, ma spesso ha anche senso reindirizzare quando un contenuto viene eliminato. Questo perché vedere un errore “404 non trovato” non è l’ideale se una persona tenta di accedere a una pagina eliminata. Al contrario, spesso è più facile e corretto reindirizzarli ad una pagina simile e pertinente che funziona.

    Ad esempio, abbiamo recentemente rinnovato le pagine delle categorie del nostro blog. Durante il processo, abbiamo eliminato alcune categorie, tra cui “Outreach & Content Promotioni”. Piuttosto che restituire un error 404, l’abbiamo reindirizzata alla categoria “Link Building”, perchè pertinente alle sezione eliminata. 

    Non puoi farlo ogni volta, poiché non c’è sempre un’alternativa pertinente. Ma se c’è, così facendo ha anche il vantaggio di preservare e trasferire PageRank (autorità) dalla pagina reindirizzata alla risorsa alternativa.

    La maggior parte dei siti ha già alcune pagine morte o cancellate che restituiscono un codice di stato 404. Per trovarle, crea un account gratuito sull’Ahrefs Webmaster Tools, scansiona il tuo sito con Site Audit, vai al rapporto Internal pages, quindi cerca l’errore “4XX page”:

    TIP

    Abilita i “backlink” come origine durante la configurazione della scansione. Ciò consentirà Site Audit di identificare pagine cancellate con backlink, anche se non sono presenti link interni alle pagine del tuo sito.

    Per visualizzare le pagine interessate, clicca sull’errore quindi su su “View affected URLs”. Se vedi molti indirizzi, clicca su “Manage columns”, aggiungi la colonna “Referring domains”, quindi ordina i domini di riferimento in ordine decrescente. Puoi quindi affrontare prima i 404 con il maggior numero di backlink.

    Evita lunghe catene di reindirizzamento

    Le catene di reindirizzamento si verificano in caso di redirect multipli tra una risorsa richiesta e la sua destinazione finale.

    La documentazione ufficiale di Google dice che possono essere seguiti fino a 10 linee di reindirizzamento, quindi qualsiasi catena di reindirizzamento più corta non è un problema per la SEO.

    Googlebot segue fino a 10 linee di reindirizzamento. Se il crawler non riceve i contenuti entro queste linee, Search Console mostrerà un errore di reindirizzamento nel rapporto sulla copertura dell’indice del sito.

    Tuttavia, le catene lunghe rallentano la navigazione per gli utenti, quindi è meglio evitarle se possibile.

    Puoi trovare le lunghe catene di reindirizzamento utilizzando gratuitamente l’Ahrefs Webmaster Tools:

    1. Scansiona il tuo sito con il Site Audit
    2. Vai su Redirects
    3. Clicca su Issues
    4. Cerca l’errore “Redirect chain too long”

    Clicca sull’errorre quindi su “View affected URLs” per vedere gli indirizzi che iniziano una catena di reindirizzamento e tutti gli URL nella catena.

    Evita i loop di reindirizzamento

    I loop di reindirizzamento sono loop infiniti di redirect che si verificano quando un URL reindirizza a se stesso o quando un URL in una catena di reindirizzamento reindirizza a un URL precedente nella catena.

    Sono problematici per due motivi:

    • Per gli utenti: interrompono l’accesso a una risorsa e generano un errore “troppi reindirizzamenti” nel browser.
    • Per i motori di ricerca: bloccano i crawler e sprecano il crawl budget.

    Il modo più semplice per trovare i loop di reindirizzamento è eseguire la scansione del tuo sito con uno strumento come Site Audit di Ahrefs. Puoi farlo gratuitamente con un account gratuito per Ahrefs Webmaster Tools.

    1. Scansiona il tuo sito con il Site Audit
    2. Vai su Redirects
    3. Clicca su Issues
    4. Cerca l’errore “Redirect loop”

    Clicca sull’errorre quindi su “View affected URLs” per vedere tutti gli indirizzi che reindirizzano e tutti gli URL nella catena:

    Il modo migliore per correggere un loop di redirect deve partire dall’ultimo URL nella catena (prima del loop) a patto che sia l’URL di destinazione finale.

    In tal caso, rimuovi il reindirizzamento dall’URL finale quindi assicurati che la risorsa sia accessibile e restituisca un codice di stato 200.

    In caso contrario, devi modificare il redirect dell’intero loop verso destinazione finale prevista.

    In entrambi i casi, è buona norma sostituire eventuali link interni ai redirect rimanenti con link diretti all’URL finale.

    Conclusioni

    I redirect per la SEO sono piuttosto semplici. Utilizzerai i reindirizzamenti 301 e 302 lato server per la maggior parte del tempo, a seconda che il reindirizzamento sia permanente o temporaneo. Tuttavia, ci sono alcune sfumature nel modo in cui Google tratta i 301 e 302, quindi vale la pena leggere queste due guide per evitare problemi:

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